Ricetta dal vivo per fare l'Hummus

video

(solo per chi capisce l'inglese, pero'!)

cercando di imparare l'ebraico..

Lingua ebraica

Per lingua ebraica (in ebraico israeliano: עברית, ivrit) si intendono sia l'ebraico biblico (o classico), sia l'ebraico moderno, lingua ufficiale dello Stato di Israele, che conta circa 7 milioni di locutori. Generalmente quello biblico e quello moderno sono considerati come due stadi evolutivi diversi di una stessa lingua (per quanto vi siano a volte difformità notevoli tra lingua antica e contemporanea). L'ebraico è una lingua semitica, e perciò appartenente alla stessa famiglia che accoglie anche le lingue araba, aramaica, amarica, tigrina, ed altre. Per numero di locutori, l'ebraico è la terza lingua semitica dopo l'arabo e l'amarico.

Il nome della lingua
Nella Tanach (תנ"ך , abbreviazione di Torah, Neviim e Ketubbim, "Legge, Profeti e Scritti") viene ricordato il nome Eber (עבר), attribuito ad un antenato del patriarca Abramo (Genesi 10, 21). Sulla stessa radice, nella Bibbia ricorre più volte la parola עברי (ivri, "ebreo"), sebbene la lingua degli Ebrei nelle Scritture non venga mai detta ivrit a significare "ebraico".
Per quanto il testo più famoso mai scritto in ebraico sia la Bibbia, il nome della lingua impiegata per la sua redazione non vi viene menzionato. Comunque, in due passi delle Scritture (Il Libro dei Re II, 18, 26 ed Isaia, 36, 11), si narra di come i messi del re Ezechia chiedessero a Ravshaqe, l'inviato del re assiro Sennacherib, di poter parlare nella "lingua di Aram" (ארמית aramit) e non nella "lingua della Giudea" (יהודית yehudit). Tale richiesta era volta ad evitare che il popolo, il quale apparentemente non doveva comprendere la prima, potesse capire le loro parole. È dunque possibile che il secondo termine ricordato possa essere stato il nome attribuito allora alla lingua ebraica, o quantomeno quello del dialetto parlato nell'area di Gerusalemme.
Oggi la lingua della Bibbia viene denominata "ebraico biblico", "ebraico classico", o anche, negli ambienti religiosi, "lingua santa". Ciò, al fine di distinguerla dall'ebraico della Mishnah (dagli studiosi detto anche con un'espressione ebraica לשון חז"ל, leshon hazal, la "lingua dei saggi"), che rappresenta un'evoluzione tarda dell'ebraico nel mondo antico.

Storia
Originariamente, quella ebraica fu la lingua utilizzata dagli Ebrei quando ancora vivevano in maggioranza in Medio Oriente. Si stima che circa 2000 anni fa l'ebraico cadde in disuso come lingua parlata, venendo sostituita dall'aramaico.
In ebraico furono scritti gran parte dei libri della Bibbia, tutta la Mishnah, la maggior parte dei libri non canonici e gran parte dei Manoscritti del Mar Morto. La Bibbia fu scritta in ebraico biblico, mentre la Mishnah fu redatta in una varietà tarda della lingua, detta appunto "ebraico della Mishnah". Ad un certo punto durante il periodo del Secondo Tempio, o poco dopo di esso (non esiste consenso in merito tra gli accademici), la maggior parte degli ebrei interruppe l'uso quotidiano dell'ebraico come lingua parlata. Centinaia di anni dopo il Secondo Tempio, quando l'ebraico era stato già abbandonato, il Talmud venne composto in aramaico. Nonostante ciò, vi sono indizi secondo i quali ancora nell'VIII secolo della nostra era, la lingua parlata a Tiberiade dai massoreti era l'ebraico.
Nei secoli seguenti, gli ebrei della diaspora continuarono ad adoperare questa lingua solo per le cerimonie religiose. Nella vita di tutti i giorni, gli ebrei si esprimevano invece in lingue locali o in altre lingue ebraiche come lo yiddish o il ladino, nate dall'incontro tra l'espressione ebraica e altre lingue, spesso scritte con l'alfabeto ebraico.
Inoltre, anche quando l'ebraico non rappresentò più la lingua parlata, esso continuò a fungere di generazione in generazione, durante tutto quello che viene detto il periodo dell'ebraico medioevale, da strumento principale di comunicazione scritta degli ebrei. Il suo status tra gli ebrei allora era analogo a quello del latino in Europa Occidentale tra i cristiani. Ciò soprattutto in questioni di natura halachica: per la stesura dei documenti dei tribunali religiosi, per le raccolte di halakhot, per i commenti ai testi sacri ecc. Anche la stesura di lettere e contratti tra ebrei veniva spesso effettuata in ebraico; poiché le donne leggevano l'ebraico ma non lo comprendevano perfettamente, la letteratura halachica ed esegetica loro destinata nelle comunità ashkenazite veniva scritta in yiddish (si pensi ad esempio al testo Tseno Ureno). Anche le opere ebraiche di natura non religiosa o non halachica, venivano composte nelle lingue degli ebrei, o in lingua straniera. Ad esempio, Maimonide scrisse il suo Mishne Torah in ebraico, mentre la sua famosa opera filosofica La Guida dei Perplessi, destinata agli eruditi del suo tempo, fu composta in giudeo-arabo. E comunque, le opere di soggetto laico o mondano venivano ritradotte in ebraico, se di interesse per le comunità ebraiche di altra lingua, come appunto nel caso della Guida dei Perplessi. Tra le famiglie più famose ad essersi occupate di traduzione dal giudeo-arabo all'ebraico durante il Medioevo furono gli Ibn Tibbon, un famiglia di rabbini e traduttori attiva in Provenza nel XII e XIII secolo.
L'ebraico entrò nella sua fase moderna con il movimento dell'Haskalah (l'Illuminismo ebraico) in Germania ed Europa Orientale a partire dal XVIII secolo. Sino al XIX secolo, che segnò gli inizi del movimento sionista, l'ebraico continuò a fungere da lingua scritta, soprattuto per scopi religiosi, ma anche per altri vari fini, quali filosofia, scienza, medicina e letteratura. Nel corso di tutto il secolo XIX l'uso che dell'ebraico si fece a fini laici o mondani andò rafforzandosi.
Contemporaneamente al movimento del risorgimento nazionale, iniziò anche l'attività volta a trasformare l'ebraico nella lingua parlata della comunità ebraica in Terra d'Israele (lo yishuv) e per gli ebrei che immigravano nella Palestina Ottomana. Il linguista ed entusiasta che diede attuazione pratica all'idea fu Eliezer Ben Yehuda, un ebreo lituano che era emigrato in Palestina nel 1881. Fu lui a creare nuove parole per i concetti legati alla vita moderna, che nell'ebraico classico non esistevano. Il passaggio all'ebraico come lingua di comunicazione dello yishuv in Terra d'Israele fu relativamente rapido. Parallelamente l'ebraico parlato venne sviluppandosi anche in altri centri ebraici dell'Europa Orientale.
Con la costituzione del governo mandatario britannico nel paese, l'ebraico fu stabilito come terza lingua ufficiale, al fianco dell'arabo e dell'inglese. Alla vigilia della costituzione dello Stato di Israele, essa era già la lingua principale di tutto lo yishuv ebraico, e lingua di studio nei suoi centri di formazione.
Nel 1948, l'ebraico diventò la lingua ufficiale di Israele, insieme all'arabo. Al giorno d'oggi, pur mantenendo un legame con l'ebraico classico, l'ebraico è una lingua che viene usata in tutti i campi della vita, incluse scienza e letteratura. Al suo interno sono confluiti influssi provenienti dallo yiddish, dall'arabo, dal russo e dall'inglese. I locutori di ebraico israeliano sono circa 7 milioni, dei quali la stragrande maggioranza risiede in Israele. Grossomodo una metà sono locutori nativi, cioè di lingua madre ebraica, mentre il restante cinquanta per cento possiede l'ebraico come lingua seconda.
Sulla scorta della tradizione europea, che trova la sua prima espressione nella costituzion dell'Accademia della Lingua Francese, anche in Israele esiste un organo ufficiale che detta lo standard linguistico: l'Accademia della Lingua Ebraica. Sebbene la sua influenza reale sia limitata, essa opera con forza di legge. L'istituto si occupa principalmente di creare nuovi termini e nuovi strumenti lessicali e morfosintattici, attraverso decisioni che sarebbero vincolanti per gli organi istituzionali e le strutture scolastiche statali. Nei fatti, gran parte delle sue decisioni non vengono accolte. Lo sviluppo del settore dei dizionari d'uso corrente nell'Israele degli anni '90, ha prodotto alcuni dizionari e lessici che attestano invece la lingua ebraica israeliana reale, e che rappresentano una fonte di autorità alternativa all'Accademia della Lingua Ebraica.
Gli ebrei ortodossi non accettarono inizialmente l'idea di usare la "lingua santa" ebraica per la vita quotidiana, e tutt'oggi in Israele alcuni gruppi di ebrei ultra-ortodossi continuano ad usare lo Yiddish per la vita di ogni giorno.
Le comunità ebraiche della diaspora continuano a parlare altre lingue, ma gli ebrei che si trasferiscono in Israele hanno sempre dovuto imparare questa lingua per potersi inserire.

La luce del mattino. introspettiva

risveglio. letto bianco, immenso. luce dalla finestra, intensa.
una tazza di caffe' sul tavolo. ancora nessuna voglia di cominciare.
la voce di mio fratello al telefono, il saluto frettoloso li' vicino al taxi.
sola, si', sola.
ma.
una chiacchierata inventata cosi', su due piedi, ad una fermata dell'autobus piu' raro di Gerusalemme. voci e suoni conosciuti. un pezzetto di quotidianeita' ritagliata.
conoscenze intessute per necessita' e piacere, anche. forse piu' piacere. che a soddisfare le mie necessita' ancora mica sono capace: resta da sollevare la cornetta al momento. lo faro'?
intanto luce gialla diffusa: il risveglio alle sei, di soprassalto. una famiglia urlante sotto la finestra. e la luce della citta', meravigliosa.
dovrei farlo, si', alzarmi molto presto per godere del clima e della luce.
chissa'.

mamma quanto hummus..

ne sto mangiando a volonta'. sara' che non costa nulla, ed e'. insieme alla pita, l'unica cosa che rischia di mancarmi in italia ;)
per chi ne volesse sapere di piu', wiki come sempre e' utilissima.



Un giretto nel deserto


A Palace in the Desert?, originally uploaded by FlanPaRoi.

Perché no? ieri non avevamo nulla da fare e abbiamo pensato (io e Mirko) di andare a visitare il posto più caldo di israele ( Deserto di Giuda), giusto in un weekend di emergenza caldo.
e babè, alle volte bisogna prendere delle decisioni e capita che non siano facili. comunque siamo vivi. e gli esiti (fotografici) sono visibili su flickr.

Ogni tanto mi ricordo che sono architetto..

Il Sito del'Ordine degli architetti e' decisamente utile per noi che ci avviciniamo alla professione: ad esempio, molti di noi sanno come calcolare l'efficienza termica di un edificio. Ma poi la buocrazia rischia di fermarti. Ecco spiegato come farsi certificare questa capacita'.




Normativa


Certificazione Energetica degli Edifici
Approvate, con DGR VIII/5018 del 26 Giugno, in prima attuazione del Piano d'Azione per l'Energia, le
disposizioni per migliorare l'efficienza energetica degli edifici e per
certificare il loro fabbisogno di energia.


Per approfondire


Inoltre è disponibile il modulo della Regione Lombardia per l'attestazione di possesso di esperienza
triennale per la richiesta di iscrizione all'elenco dei soggetti certificatori
abilitati alla certificazione energetica degli edifici in R.L. Tale modulo andrà
compilato e vidimato dall'Ordine.

sorseggiando te'...

dico: che buono! ah, ma e' earl grey...


The Earl Grey blend is named after the 2nd Earl Grey, British
Prime Minister in the 1830s, who reputedly received a gift, probably a
diplomatic perquisite, of tea flavoured with bergamot oil.[1]
The legend usually involves a grateful Chinese mandarin whose son was rescued from drowning by one of Lord Grey's men, although this blend of tea was first made from
fermented black Indian and Ceylon teas. As green tea is much more popular in
China than black tea, it seems somewhat unlikely that they would have had a
recipe for what we now call Earl Grey to bestow on visitors, though over the
years many other varieties of tea have been used. In addition, Lord Grey never
set foot in China. Another version of the legend has the son of an Indian raja
being rescued from a tiger
by one of Grey's servants.
The tea proved so popular in the Prime Minister's drawing room that his tea merchants, Twinings in the Strand, were given a sample and asked to come up with a close match.
Twinings sold the first "Earl Grey's tea" in the British market. Twinings Earl
Grey blend includes China tea, Indian Darjeeling, Ceylon, and a hint of Lapsang
souchong
, a strong, "smoky" black tea in the medium-quality range. Although it
is often served black (without milk), it can be taken with a little milk (which
lightens the colour of the drink to a greyish tone).
Jacksons of Piccadilly claim that it was they who originated Earl Grey's Tea, Lord Grey having given the recipe to Robert Jackson & Co. partner George Charlton in 1830;
according to Jacksons the original recipe has been in constant production and
has never left their hands. Theirs has been based on China tea since the
beginning. This rivalry between the two brands continues despite both being
owned by the same
parent company today.


fonte: wiki

incredibile (oggi solo cazzate)

Riporto:

Australia: le regalano cammello che la uccide
Una donna di 60 anni ha avuto in dono il quadrupede che l'ha schiacciata,
forse in un tentativo
fallito d'accoppiamento

SYDNEY (AUSTRALIA) - Un regalo fatale. Una donna
di 60 anni in Australia è stata uccisa dal cammello che le era stato regalato
per il compleanno. Il cammello l'ha schiacciata spinto da un raptus di
accoppiamento con lei, secondo la polizia. La donna, il cui nome non è stato
rivelato, è morta sabato scorso nell'allevamento di ovini e bovini della
famiglia, nei pressi della cittadina di Roma in Queensland, 500 km a ovest di
Brisbane.

il resto dell'articolo e' qui.

e io?


ecco, vedi.

Amazon ti fa scegliere i tuoi dvd preferiti, tutti i film che vuoi vedere, e te li porta a casa. quando hai finito glieli ridai e lui ti manda gli altri.

e' una cosa fighissima. che pero' c'e' sono nel Regno Unito, justement.

e io, qua imprigionata tra e libri e giornali tutti rigorasamente al contrario e pieni di simboli strani?

a me, un film?

Artists' House.


la sua galleria., originally uploaded by FlanPaRoi.

Proprio dietro l'angolo, una galleria con esposizioni di vario genere: videoproiezioni, pitture su scrigni di legno, arte fotografica e design.

Tombstone Blues!


cimitero ebraico., originally uploaded by FlanPaRoi.

Si', non e' allegro. Ma molto suggestivo, soprattutto la distesa di pietre nude: senza barocchismi, decorazioni superflue.

weekend in jerusalem

strano come i punti di vista sulle cose possano essere diversi.
questa mattina, arrivo, incontro un collega, mi chiede cos'ho fatto nel weekend: gli rispondo eccitata di aver visitato il Monte degli Ulivi, il Getsemani, poi attraverso la Porta dei Leoni nella citta' vecchia attraverso il quartiere arabo, a percorrere la Via Dolorosa fino al Santo Sepolcro. Poi il Muro del Pianto, proprio all'inizio di Shabbath, e il giorno successivo Ein Karem, villaggio arabo poi abbandonato, con una sorgente di acqua gelida, un monastero francescano (sul luogo in cui Maria, in visita alla cugina Elisabetta, proclamo' il magnificat il onore della nascita di Giovanni il Battista) e in seguito un percorso scosceso detto Sataf, dal nome del villaggio arabo che vi era un tempo.
Lui: "bene, cosi' puoi dire di aver visitato tutti i luoghi turistici, e adesso puoi passare ad altro".

a gift.


a gift., originally uploaded by FlanPaRoi.

un pensiero volato.

Jaffa (ancient Tel Aviv)


Muezzin che spunta, originally uploaded by FlanPaRoi.

more photos @ Flickr.com

Princess Of Jerusalem


A parable:
At the building of King Solomon's Temple, one of the workmen had his lunch brought to him each day by his daughter. She would sit and watch him, and eventually she asked if she could try her hand at cutting stone. At first he thought she was foolish, for this was man's work, but she persisted, and he could not resist her. He showed her how to shape the stone, and it soon became apparent that she had a natural talent. While she was not as strong as the young men, she had a surer touch than most.
There was not much that escaped the eye of Hiram Abif, as he oversaw the work. He saw how the girl helped her father, and how she improved day by day. Finally, Hiram Abif bade her father to bring her to a meeting of the workmen on the ground floor of King Solomon's Temple. She feared that he would chastise her, but to everyone's surprise, he insisted that she be initiated as an Entered Apprentice. No one dared to dispute the will of Hiram Abif, and it was done as he said. After the meeting, Adoniram came up to Hiram Abif and said, "How could you do this? From time immemorial only men have been initiated as Masons. It is against all our ancient landmarks." Hiram Abif smiled, and said, "It wasn't my idea. God made her a Mason. I just agreed to help her improve herself in Masonry."

mi sa che comincia a interessarmi

okay, non ha senso: sono a Tel Aviv e sto cercando informazioni su Gerusalemme.
E' che da dentro e' piu' difficile. Da lontano si riesce a darle un'identita'.
Comunque: ha una storia troppo importante per essere ignorata.
Per ora ho solo dato un'occhiata a Wiki, e questo e' quello che dice:

Le origini di Gerusalemme risalgono all'età della pietra, ma viene menzionata in alcuni testi egiziani del II millennio a.C. e in alcune lettere risalenti al 1400 a.C. .

Ricostruzione grafica del primo tempio

Ricostruzione grafica del primo tempio

La città rimase occupata dal clan amorrita dei Gebusei (1000 a.C. circa) fino alla conquista di David, il quale fece di Gerusalemme la capitale del suo regno; David inoltre fece costruire sull’acropoli una reggia assieme a molti altri edifici e ordinò la ricostruzione delle mura di cinta. Successivamente Salomone fece erigere al posto della reggia il tempio di Jahwè; quest’ultimo fu distrutto nel 587 a.C. a seguito della violenta invasione dei Babilonesi guidati dal re Nabucodonosor che saccheggiarono la città e deportarono la popolazione a Babilonia. Rientrati i Giudei in patria dopo l'editto di Ciro del 538 a.C., costruirono il Secondo Tempio; più tardi Neemia elevò nuovamente le mura.


Nel 331 a.C. Gerusalemme venne occupata da Alessandro Magno e in seguito occupata dai Tolomei d'Egitto sino al 198 a.C., quando cadde sotto il dominio dei Seleucidi di Siria. Questi ultimi invano cercarono di ellenizzare la città, anzi provocarono la famosa rivolta dei Maccabei che, nel 165 a.C., si risolse con la loro vittoria e l'instaurazione della dinastia degli Asmonei, la quale durò fino a quando Gerusalemme, nel 63 a.C., fu conquistata da Gneo Pompeo. Con la conquista romana, Gerusalemme fu consegnata ad Erode, il quale la ricostruì secondo l’urbanistica greco-romana e vi fece ampliare il Tempio. Sotto il governatorato di Ponzio Pilato, Gesù fu crocifisso sul monte Golgota.

Il malgoverno romano e i fermenti religiosi tuttavia provocarono due gravissime rivolte nella città; la prima che si protrasse dal 66 al 70 per la quale fu necessario l’intervento delle legioni romane comandate da Tito; quest'ultimo sedata la rivolta distrusse la città e il tempio; la seconda insurrezione comandata da Bar Kokheba nel 132 permise agli Ebrei la riconquista di Gerusalemme (l'imperatore Adriano voleva infatti trasformarla in colonia romana), ma per breve tempo; i Romani difatti rapidamente mobilitarono le truppe al confine ed eliminarono ogni resistenza ribattezzando la città con il nome di Aelia Capitolina e trasformandola in colonia romana. L’imperatore Costantino e i suoi successori fecero restaurare ed abbellire i luoghi legati alle storie evangeliche e ad erigere la prima chiesa cristiana, quella del Santo Sepolcro.

Il vecchio prospetto di Gerusalemme (Hartmann Schedel, Nürnberg 1493)
Il vecchio prospetto di Gerusalemme (Hartmann Schedel, Nürnberg 1493)

Nel 614 Gerusalemme fu conquistata dai Persiani sasanidi di Cosroe II, che fecero strage della popolazione e s'impadronirono della reliquia della Vera Croce; la città fu riconquistata da Eraclio I di Bisanzio nel 629. Nel 637 si arrese al califfo ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb e restò amministrata dai califfi omayyadi di Damasco e da quelli abbasidiBaghdad.
Nel 972 fu presa dagli Imām/califfi ismailiti fatimidi e nel 1076 passò ai Turchiselgiuchidi. Nel 1099, dopo essere stata occupata dai crociati, divenne capitale del Regno Latino di Gerusalemme. Nel 1187 fu riconquistata dai musulmani di Saladino e da quel momento fu sotto la dominazione musulmana dei Ayyubidi e quindi dei Mamelucchi.
Gerusalemme rimase mamelucca fino al 1517, anno in cui l'Egitto e la Siria furono occupate dal sultano ottomano Selim I; il dominio ottomano vi durò fino al novembre del 1917, allorquando fu occupata dai britannici comandati dal generale E.H. Allenby. Con il trattato di Versailles, la città fu dichiarata capitale del Mandato britannico della Palestina. Nel 1949, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò l’internazionalizzazione di Gerusalemme, sotto il controllo dell'ONU per favorire la convivenza di cristiani, musulmani ed ebrei. Tuttavia Israele e Giordania, non riconoscendo tale proclamazione, occuparono Gerusalemme: Israele occupò il settore occidentale della città e la Giordania la parte orientale.

Nel 1950 Gerusalemme fu scelta quale capitale del nuovo stato israeliano. Nel corso della guerra dei sei giorni gli israeliani occuparono il settore giordano, suscitando la condanna da parte dell'Assemblea generale dell'ONU. Con un decreto approvato dal Parlamento israeliano (Knesset) si dichiarò, il 30 luglio del 1980, l'ufficiale annessione del settore giordano e la proclamazione di Gerusalemme capitale "unita e indivisibile" di Israele.
Tale proclamazione tuttavia suscitò il malcontento della parte araba della città.


the week is over.

di nuovo borges.
questa città sembra diventare sempre di più il mio sogno letterario.
è il labirinto della bilitoeca di Babele, dove compri una tessera telefonica in un negozio di caramelle.
ed è la cella protetta dalla luce dalla quale sola è possibile concepire il divino, tunnel segreto invaso di acqua gelida, che sembra percorrere le viscere della terra.
questo ho percorso oggi, nella City of David, il percorso attraverso il quale gli abitanti della Gerusalemme sotto assedio Babilonese si rifornivano d'acqua (e di viveri) e che gli permise si resistere.
Poi la città vecchia, a partire dal quartiere ebraico, interamente ricostruito dopo l'acquisizione da parte di Israele di quella terra (a seguito della guerra del 1967), su per i tetti fino al confine col quartiere armeno, il mercato arabo, arteria che sfocia nella porta di Jaffa.
poi un secondo a sgranchire le gambe (io italiana, Clea brasiliana, Becky israelo-canadese) tutte a casa di Noam, il riparo multilingue e multisesso (un gay e una lesbica condividono con lui l'appartamento) carico di storia comunista e proletaria (lì era la sede per partito comunista israeliano, lì l'associazione per i lavoratori).
poi cena, nel locale bellissimo in cui ho assistito al concerto blues l'altra sera (prima o poi caricherò le foto): shkshuka. (uova pomoori peperoni e chissà cos'altro: io sentivo solo piccante)
ora però basta.
domani c'è pianificata una Tel Aviv (indecisa, per ora).
O forse no.
ma restare a casa è forse più faticoso che restare.
oddio, voglia di buttarmi sul divano di qualcuno ce l'ho.
we'll see.
per ora, almeno, la settimana è finita.

la mia fontana

questo è il sito del mio progetto: non è meraviglioso?
ecco, sotto quella semi-cupola andrà posizionata una griglia metallica, che sarà coperta dall'acqua. acqua che scorrerà fino a sfociare lì.

nightlife


Tuvia, questo il nome.
tradotto: Il Porco.
no, scherzo, nulla è comparabile con Oreste Poverello e Danilo Rastapalestrato ;)
però figo.
Con una media di scura irlandese, in omaggio uno shot di whiskey.
Varco la soglia con Jim Morrison, scrivo l'alfabeto in ebraico insieme a Noam (conosciuto ieri su Couchsurfing) e mi mettono su Hurricane: l'unica canzone di cui conosco tutte e diciotto le strofe (insieme a Desolation Row). poi, dopo la birra, mentre mi sorseggiavo il mio whiskey e già ero un po' felice, la chicca: Creep dei Radiohead.
Così, come fosse l'ultima hit dei Blue.
Sì, sono tornata a casa proprio contenta..

[tra l'altro è il locale di Gerusalemme più fornito di whiskey, ed è dietro casa miaaaaaaa]

My sofa.

amici.....vi presento la mia nuova poltrona: lo so, era meglio un ammasso di roba in più, però questa è quasi civile...certo, ci dovrò passare sopra diverse volte la spugna..ma mi sembra un passo in avanti: ho spostato in terrazzo quella che c'era, una specie di sedia da spiaggia, inutile.
di questo passo, magari riesco a scambiare un armadio per la stufa che campeggia inutilmente accanto alla porta...babè, vedremo.
intanto sto tessendo relazioni burocratiche con l'organizzazione IAESTE, in modo da verificare che le mie condizioni siano adeguate.
peccato però che alla mia richiesta di poter consultare una biblioteca, la risposta sia stata efficientissima: questo è il numero di telefono della biblioteca, questo gli orari, Sigalit ti attende, costo della tessera: 350 sheqel!
amici sono SESSANTA EURI!
ma siamo fuori?
me li compro, i libri che mi servono...:S

chicca della giornata: mi hanno dato l'ennesimo lavoro fighissimo da fare (cacchio proprio bello sto studio! - va beh, a parte ieri, ma ieri il problema ero io: era domenica, e lavorare non ce la facevo proprio..). Dicevo, mi hanno dato da disegnare alcuni dettagli di arredo urbano in un parco (Valley Park)che si posiziona, in qualità di opera pubblica, lungo il tracciato del nuovo tram che arriverà tra un paio d'anni (ragazzi sono parte di un progetto che passerà alla storiaaaaaaaaaaa - okay, la smetto) beh insomma vado a fare questo sopralluogo, torno, mi guardo, e sono abbronzata. no, non rossiccia, arrossata: no, sono proprio nera. questo sole tropicale comincia a piacermi...
baci dalla poltrona.

la prima.


oggi ho provato ad entrare nella città vecchia, ma percorse un paio di strade, ho aperto la cartina, e la vastità dei percorsi mi ha fermata: oggi proprio non ce la faccio.
ho fatto comunque in tempo a rubare una foto. ;)

indovina chi disegna gli interni dell'hotel?


Lissoni Associati Milano



una donna, nel villaggio Druze.


preparazione della Laffa, tipico pane Druze, ottimo per fare Felafel e Kebap.

Isra-El, la terra che dona la vita, dono di Dio


La pianura sottostante in Monte Caram-El (vigna donata da Dio), visibile dalla Terrazza, parte del complesso monastico dei Carmelitani.

le dodici pietre di Elia

una donna, per la strada.



Cosa c'avranno poi sti giardini?


Ba'hai e' una religione nata nel 1890,la piu' giovane tra quelle esistenti. Nasce dal Giudaismo e vuole raccogliere tutte le figure presenti in un unico Dio. Ha principi severi e particolari relazioni con gli stati in cui e' presente. Il giardino che vedete e' il luogo sacro di questa religione. consta di settecento gradini che portano, nelle due direzioni (io li ho percorsi a scendere...quando mai si e' visto un belvedere che si percorre verso il basso :S ) verso il tempio in cui sono conservate le spoglie del Bab, il leader che ha portato alla luce questa religione, martirizzato alla fine del diciannovesimo secolo. Di fatto i giardini sono una copia malfatta del belvedere vaticano, falsamente barocchi e pomposamente decorati di piante che vengono da ogni parte del mondo, eccetto questa.

minaret versus gherkin in haifa.


Haifa

dove sto.


casa (?)

tadaaaaaaaaaaaa!


sì, okay, l'ultima la potevo girare...ma non è che sia qua a non far niente....ho una gita che comincia tra tre minuti!

photoooooos (flickr è inutile, o forse lo sono io)

the view from my window:

oggi cosa mangio?

ecco il cibo (come ben previsto) e' un problema.
insomma, non ho ancora capito bene cosa mangiare, dove, perche' poi..
di foto ne sto facendo, pero' ancora caricarle su non posso, che ho il lettore SD soltanto sul mio picci' che al momento e' ancora out of charge.
comunque ieri sera e' stato paradossale.
la notizia che il tedesco si dovra' infilare nella mia gia' minuscola stanza, il solito fastidioso ritorno allo sporco (che non e' mai bello dopo una giornata dilavoro cominciata alle 7) e poi l'allucinazione: sento distintamente Just Like a Woman di Bob Dylan.
Penso: viene da fuori: mi sporgo e sento solo macchine. vado verso la terrazza: non si sente nulla. Verso la radio accesa nell'altra stanza: altra musica.
Penso: okay, sono definitivamente fuori di testa, adesso mi sogno pure bob dylan.
e invece no.
dopo aver pulito i vetri (soddisfazione delle soddisfazioni) mi sdraio. penso, leggo un po', cerco di rilassarmi, sono troppo stanca, devo dormire. poi arriva il pianoforte, una voce confusa. poi ancora armonica e voce. chiudo gli occhi, ascolto. poi cessano le macchine oppure io sono troppo concentrata e sento solo musica. di nuovo il piano: jazz. poteva essere mingus o quelle colonne sonore dei baci che usa woody allen nei film. ma, insomma, fantastico.

[comunque la verdura in commercio e': carote, pomodori, cipolla, cetrioli - tanti cetrioli.
e io nn so come fare una frittata, come fare un panino senza prosciutto.
sono problemi.]

decisamente meglio

la seconda notte.
amici: ho dormito.
no, in realta' e' molto meglio di cosi'. ieri mi sono addormentata con un concerto jazz dalla mia finestra. si', figo.
peccato sempre per il pavimento sporco, i vetri che ho cercato di pulire (ieri sera dopo cena), lo spazio ridotto e in via di riduzione (il tedesco pare condividera' i miei stessi dieci metri quadri).
si', l'appartamento inizialmente era stato decisamente deludente, pero' ieri ho avuto modo di acquisire le giuste misure. il costo della vita a gerusalemme non dista molto da milano. e duecento dollari per un appartmanto in centro in effetti erano decisamente pochini.
niente cucina, e' stata la scoperta di ieri (non mi ero mica accorta che mancassero i fornelli). quindi ora sono libera di usare quella della padrona di casa senza sentirmi in colpa. o di scroccare cibo (come ho fatto le ultime due sere) senza vergogna, anzi, facendole un piacere, pare. mette sempre da parte qualcosa per me.
comunque il primo giorno di lavoro e' stato fighissimo, se si toglie il fatto che ero in piedi, elettrica, dalle sette, e che non avevo dormito quasi nulla, a causa del casino, delle lenzuola (che ieri ho cambiato, toh), della porta che sbatteva per il vento.
si', il clima non e' male. il caldo poi non lo avverto neppure, con i sedici gradi che la costante aria condizionata mantiene in ufficio. (dopo pranzo e' decisamente fastidiosa, tra l'altro)
e, notizia delle notizie, il mio "supervisor" ( o come diavolo si voglia chiamarlo) ha studiato al Politecnico. a Milano. giuro.
parla perfettamente italiano.
e la prima cosa che ho fatto appena arrivata ieri (dopo aver cazzeggiato su internet, finalmente) e' stata - signori e signori- visitare il sito di progetto con commenti il lingua.
un enorme complesso che riorganizza via Mamila, una via che storicamente portava al Cancello di Jaffa, uno degli ingressi alla Citta' Vecchia. Si', sto davvero facendo un progetto figo.
insomma si tratta di una serie di residenze (impostate da safdie, a capo del progetto) che sta sviluppando lo studio sotto di noi, poi uffici e un hotel. il mio hotel.
stanno completando la facciata nord, l'ingresso. noi ( io e come diavolo si chiama lui - no, i nomi non ce la posso proprio fare) stiamo facendo le piante dei soffitti di quinto - lui - e sesto - io- piano, che in realta' sono il seminterrato e l'interrato (non chiedete il perche').
insomma che dopo la visita al cantiere mi sono messa a progettare.
okay, cazzate, dovevo decidere come piazzare i pannelli di illuminazione e quelli di controsoffittatura (metallica). pero' e' la prima volta che faccio cose. e il primo giorno. wow.
okay, dopo la prima giornata (la capa si chiama Iret - yeeeeee mi ricordo un nome yeeeee-sembrava contenta del mio lavoro) ho quasi preso coscienza dei luoghi limitrofi. ho scoperto dove comprare l'adattatore per la presa del pc e ho constatato che non esistono mappe di gerusalemme.
piccolo problema: oggi e' l'ultimo giorno. domani weekend.
e io cosa faccio?????
babe'. non disperiamo. c'e' un bar sotto casa che potrebbe fare giusto al caso mio..
baci a tutti.

Arrivare a Jerusalem

cinque taxi collettivi di fila vedo partire.
nessuno di questi sembra andare in centro.
e quando uno accetta di farmi salire, lo fa per pura pieta', perche' ormai sono sull'orlo del pianto: sono in giro da quindici ore pulite, non ce la faccio piu'.
mi fa salire, facciamo il tour di tutta gerusalemme.
intanto sale l'ansia: devo avvisare mirko, non ho piu' soldi sul telefono. devo avvisare mirko, non ho soldi sul telefono, devo avvisare mirko, non ho telefono.
una gallese fa conversazione. l'olandese pare piu' interessato da lei; peccato, conosce benissimo gerusalemme, ci studia all'universita'.