new born baby
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The Ability of Being Roi
0. Newtonian gravity is your high-school girlfriend. As your first encounter with physics, she's amazing. You will never forget Newtonian gravity, even if you're not in touch very much anymore.
1. Electrodynamics is your college girlfriend. Pretty complex, you probably won't date long enough to really understand her.
2. Special relativity is the girl you meet at the dorm party while you're dating electrodynamics. You make out. It's not really cheating because it's not like you call her back. But you have a sneaking suspicion she knows electrodynamics and told her everything.
3.Quantum mechanics is the girl you meet at the poetry reading. Everyone thinks she's really interesting and people you don't know are obsessed about her. You go out. It turns out that she's pretty complicated and has some issues. Later, after you've broken up, you wonder if her aura of mystery is actually just confusion.
4. General relativity is your high-school girlfriend all grown up. Man, she is amazing. You sort of regret not keeping in touch. She hates quantum mechanics for obscure reasons. 5. Quantum field theory is from overseas, but she doesn't really have an accent. You fall deeply in love, but she treats you horribly. You are pretty sure she's fooling around with half of your friends, but you don't care. You know it will end badly.
6. Cosmology is the girl that doesn't really date, but has lots of hot friends. Some people date cosmology just to hang out with her friends.
7. Analytical classical mechanics is a bit older, and knows stuff you don't.
8. String theory is off in her own little world. She is either profound or insane. If you start dating, you never see your friends anymore. It's just string theory, 24/7.
from: timothy mcsweeney
a quelli che c'erano
lì a riempirmi il bicchiere
a quelli che suonavano la chitarra sul basso sulle maracas
a chi ha fatto il tris di lasagna
a tutti quelli che mi hanno comunicato il loro affetto per questo mio primo quarto di secolo
:*
Un violoncello solo risuona pezzi di Est, di un Est a pezzi. Sotto la luce della tromba, i Balcani diventano elettrici e mentre un dj set fa esplodere un mix di etnico e elettronico, la poesia inebria le danzatrici al calar della luna. Le immagini di Sarajevo, del ponte di Mostar, delle cime innevate di Bjelasnica e del rafting sulla Neretva che scorre verso il mare illuminano la Villa e confondono Brianza e Balcani, le notizie ci raccontano delle Olimpiadi del 1984 e le pagine del Corriere, una dopo l'altra, ci restituiscono la storia di un secolo in un fazzoletto, la televisione sforna telegiornali incomprensibili, Tito appare e scompare come un fantasma, un cortometraggio ci invita a condividere tutto quello che abbiamo… In caso di maltempo la manifestazione avrà luogo all'interno della Villa
- MUSICA -
ecco.
ecco.
un widget che ti mette sul dashboard un'applicazione per spedire sul blog quello che ti viene in mente.
ecco.
che sia questo?
l'esame ovviamente non è andato, ma una serata al Vox ha sistemato tutto, placato animi e scaldato cuori.
però la domanda rimane: cosa dove perché?
il modo in cui lavorano da google: che sia quella la via?
ricominciare tutto da capo: si può?
mumble mumble.
Chissà chi vorrebbe essere in me.
Insomma: una laurea, un orizzonte sterminato davanti.
Mille sogni, mille passioni.
E.
E poi da un giorno all'altro non ti ricordi cosa ti eri ripromessa di fare perché non hai nessun metodo nessun ordine niente di niente.
Grandi piani, eh.
Piani di gloria e cultura e bene per tutto il mondo.
Ma da dove si comincia?
Insomma, sì, da qualche parte finirò, ma ha senso laciarsi trascinare?
Trovare alibi per non prendere decisioni?
Mi sembra di stare giocando. Di essere come in attesa di qualcosa, della Grande Occasione.
Come un attore dilettante che spera di sbarcare il lunario. Mah.
Comincio a credere sia solo un problema di testa. Che, insomma, quello che vedi fuori è solo un riflesso dei tuoi pensieri.
E una volta chiariti i pensieri si chiarisce tutto. La strada diventa lineare, le scelte automatiche.
Eppure spesso la mia testa sembra portarmi dalla parte opposta rispetto a dove dovrei andare.
" dirigendosi a piccoli passi in direzione del ponte come uno che volesse dirigersi a grandi passi nella direzione opposta".
Come se cercassi disperatamente compromessi senza volere davvero nessun compromesso.
Ma si può andare da qualche parte, in questo modo?
Si tira davvero fuori qualcosa, alla fine?
Siamo arrivati qui, ok.
Ma forse questa era la parte più facile.
What if this was really a brand new beginning?
Con tutte delle regole diverse e una oggettività di gran lunga maggiore, in termini di risultati e determinazione?
domande domande domande.
e tra poco una risposta, sigh.
Torno dai miei quattro giorni di vacanza. Vari personaggi in cerca di dittatore Potrebbe essere questa l'immagine di sintesi non solo della situazione italiana, ma dell'intera Europa di questa epoca. Che i partiti dei lavoratori siano stati espropriati dal capitale (cosa vuole un Flores D'Arcais? che rappresentatività ha Francesco Rutelli? e D'Alema? di quali interessi sono portatori? di quale sinistra stiamo parlando?) ormai è ampiamente noto.[...] Il punto è che non esiste più un partito che sia espressione del mondo del lavoro. Il sindacato non versa in condizioni migliori: il lavoro tipico del sindacalista è contrattatare gli interessi dei lavoratori in cambio di favori utili alla sua condizione personale e finalmente fare il salto in politica.
Nella testa facce e corpi che salgono e scendono senza fatica sentieri irti e (troppo) soleggiati.
La determinazione, la ricerca di un posto incontaminato. Il rispetto.
L'ordine del campeggio, i piatti lavati appena dopo la cena (quelli degli altri, si intende).
La spazzatura buttata solo nel cestino e il silenzio notturno turbato solo dalle cicale.
Come l'assaggio di un mondo civile.
Torno, apro la posta: una nuova proposta di Radio Radicale.
Non posso non darle un'opportunità.
Un BarCamp sull'argomento della Democrazia.
Why not?
La tipologia del confronto è già democratica.
Forse ragionarci su è già fornire uno spunto interessante: in un Barcamp si offre e si dà.
In egual misura.
Che sia questo a mancare, oggi?
Insomma: la democrazia. Il raggiungimento dei diritti, la creazione di uno stato sociale in cui ognuno può essere rappresentato. (Ma vogliamo essere rappresentati?).
Non so perchè, ma il solo parlarne mi pare anacronistico.
Che ci sia qualcosa che non va?
Ha senso, oggi, parlare di Democrazia?
[fortuna che la prossima tappa è giusto il Nord Europa. Sono proprio curiosa di vedere cosa succede da quelle parti]
Davide Crimi
11/07/2008
- 05:53
Nel canale:Esperimenti
democratici
Come nella commedia di Ubu, gli uomini in scena sono liberi e reclamano per questo catene più dure.
Abbiamo disdegnato (referendum Francia e Olanda) un Trattato Costituzionale che, per quanto complesso, presenta una Carta del Cittadino che costituisce il sistema storicamente più avanzato di diritti riconosciuti al singolo.
Adesso l'Irlanda ha respinto persino la versione più modesta della revisione dei
Trattati, che avrebbe permesso almeno di avere maggiore stabilità in Europa (con
una presidenza che da semestrale sarebbe divenuta di 2 anni e 1/2 e un Ministro
degli Esteri per avere un portavoce ufficiale unico sulle vicende di politica
internazionale).
Certo, l'Europa non è il migliore dei mondi possibili, ma
occorre ricordare quel che dicono le sei pagine iniziali del Manifesto di
Ventotene per riportare alla mente che gli stati nazionali erano (e sono)
strumenti di alcune ristrette élites di potere che usano le masse come vogliono e a fini di sfruttamento. Nel XX secolo hanno trasformato i cittadini in
soldati, e mio nonno è morto quando mio padre aveva solo sette anni. Non ci sono
sconti: gli stati nazionali sono responsabili di due guerre mondiali.
Quindi: l'Europa come sistema contrario all'egemonia degli stati nazionali (e cioé delle
oligarchie al potere); l'Europa delle città, l'Europa dei cittadini. L'Europa
nel suo significato originario di costruzione di pace, di spazio di eguaglianza
e libertà dove per ogni cittadino sia possibile una vita che sia occasione di
crescita materiale, intellettuale e spirituale.
Il punto è che i cittadini non ci sono, non hanno coscienza dei loro diritti, non si appassionano ai loro diritti. Considerata la legge democratica dei grandi numeri, non gliene frega niente.
*
Se giungiamo allo specifico caso italiano, vediamo che qui abbiamo insperatamente realizzato lo slogan del maggio '68: "L'immaginazione al potere".
Dando fiducia a Berlusconi, abbiamo davvero mandato l'immaginazione
al potere. Il problema è il tipo di immaginazione. Abbiamo davvero uno strano
tipo di immaginazione, un singolare incrocio tra un film di Totò e uno di Nanni
Loy, con inserti vari che spaziano da Fellini ai Vanzina (e velocissimi
fotogrammi subliminali estratti da Caligola e Suspiria).
[...]
[...]
Invoco la morte politica di questa sinistra becera, manipolo di impostori. Approvando la legge 30, quel pasticcio brutto impropriamente chiamato "legge Biagi", sono loro
che hanno attaccato il lavoro, loro che lo hanno reso precario, loro che
intendevano trarne profitto politico. Questa presunzione deriva dal fatto che
sono stati loro a presidiare il mondo del lavoro.
Ma hanno fatto i conti senza l'oste.
*
La cultura dell'italiano medio non è legalitaria.
Pensavano che con un machiavellismo legislativo (più chiaramente: con una legge
di merda), precarizzando la società avrebbero moltiplicato la logica della
sudditanza politica (perché un lavoratore a tempo indeterminato può esser grato
a qualcuno per uno, due, tre anni, ma non a vita; mentre un lavoratore a
contratto annuale può essere ricattato ogni otto nove mesi).
Non sapevano che l'italiano medio non vota chi fa la legge ma chi assume il volto di chi può piegare la legge al suo volere, di chi può trasformare il diritto in
privilegio.
Del resto, la giustizia è in uno stato penoso. Non c'è certezza del diritto e andare ad affrontare una causa per un normale cittadino è qualcosa che non ha nessun fondamento nella ragione oggettiva. Situazioni che sarebbero chiare a un bambino si scontrano con i sofismi di una macchina amministrativa lenta e stentorea, che quando esprime la sua pronuncia sembra l'oracolo di Delfi
nell'epoca della sua peggiore decadenza.
E poi, l'italiano medio vota chi fa la voce del padrone.
Ma non prendiamocela soltanto con noi stessi. Tornando
al quadro europeo, Irlanda, Francia e Olanda, con le loro scelte popoliste ai
referendum europei, hanno dimostrato di non essere diversi da noi. Populisti
quanto e più di noi, incapaci di distinguere la ragione dal verosimile.
Ecco perché il pericolo di una deriva populista (con il suo strascico autoritaristico
e dittatoriale) è estremamente concreto.
Ecco perché il futuro delle correnti progressiste, di coloro che intendono la libertà come partecipazione e accesso, come emancipazione, è nel sostenere internet contro la televisione, l'open source contro i sistemi chiusi.
Il futuro passa da qui, dal punto di sempre: dalla libertà di pensiero.
Internet è oggi la frontiera di quest'ultimo baluardo di libertà.
Difendere la libertà di pensiero e di espressione su internet è fondamentale.
Affermarla è la sfida politica più immediata. .