appuntamenti al cinema

mangio film in questo periodo.
un po' mi sento eccessivamente pantofolaia, ma trovo ci sia davvero di che imparare ed essere intrattenuti piacevolemente.
sarà che ho intrapreso una carriera salutista, e mi resta davvero ben poco di cui godere. sigh. ;)
lungi dal deprimere (amici sabato sono anche andata in piscina yeeeee) consiglio in questa sede una prossima uscita cinematografica che mi pare degna dei 5 euri di un mercoledì al cinema. Mastrandrea si lascia guardare, e il cinema italiano ha bisogno di tutto l'appoggio che ci sentiamo di dargli. non ho visto moretti né il documentario sulla spazzatura di napoli (nonostante il divertentissimo titolo) quindi questo quasi quasi me lo sparo.
(segue recensione di una che non ho capito dove l'ha visto...:o )

nei cinema da venerdì 4 aprile.





Non pensarci

Un film di Gianni Zanasi. Con Valerio Mastandrea, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Caterina Murino, Paolo Briguglia, Dino Abbrescia, Teco Celio, Gisella Burinato, Paolo Sassanelli, Luciano Scarpa, Natalino Balasso. 
Genere Commedia, colore 109 minuti. 
Produzione Italia 2007.
Distribuzione 01 Distribution.







Recensione MYmovies - Paola De Rosa

Un chitarrista rock di 35 anni (Valerio Mastandrea), trasferitosi a Roma per sfondare, sbarca il lunario tra un concerto e l'altro sognando di incidere un disco. Ma i finanziamenti non arrivano e la crisi creativa incombe. La scoperta del tradimento della fidanzata è la goccia che fa traboccare il vaso e lo convince a prendersi una pausa di riflessione. Quale luogo migliore della natìa Rimini, da dove manca da quattro anni? Accolto a braccia aperte dagli apprensivi genitori, il nostro si imbatte però in un quadretto familiare tutt'altro che idilliaco: il padre, in pensione a forza per problemi di salute, non pensa ad altro che al golf lasciando all'esaurito primogenito (Giuseppe Battiston) la gestione dell'azienda di famiglia, che produce ciliegie sciroppate; la madre aggira la depressione frequentando discutibili corsi di autostima e fiducia nel prossimo; la sorella (Anita Caprioli) molla l'università per lavorare nel delfinario. Ma tra crisi di nervi, liti, frustrazioni e rivelazioni scottanti, la solidarietà familiare può ancora riservare qualche sorpresa.
Non pensarci di Gianni Zanasi fa l'effetto di un bicchiere d'acqua fresca in una giornata estiva. Ambientazione e trama non sono certo originali e rimandano a tanto cinema di insoddisfazioni e nevrosi familiari, per non parlare della crisi esistenziale del protagonista, già vista in mille declinazioni. Eppure due elementi riscattano il film dalla banalità e dalla "carineria" per farne un'opera a tratti ingenua ma sincera, divertente senza spocchiose ambizioni di spaccato sociale: il primo è la semplicità puntuale con cui è ritratta la vita di provincia, più vera ma perennemente in bilico sul baratro della noia e della disperazione; il secondo è l'ottima prova degli attori, dal tenero nevrotico Battiston allo scombinato Mastandrea, che non ha ancora perso il gusto di ribellarsi di
Tutti giù per terra.

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