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Momenti Pucci*

Succede anche ai più cinici, alle rocce irremovibili e agli orsi polari.
Si cerca di essere fraintesi a tutti i livelli, e allontanati e odiati e.
Però, a dispetto delle usuali lagnanze e del piccolafiammerismo dilagante accade che una sera, d'inverno, colla neve che prova a colorare di bianco una città gelida e già quasi addobbata a festa, col lavoro che pressa, sempre, con le cose buie per la testa, e con l'agenda piena e la lista delle cose da fare sempre più lunga, accade che una sera, a sorpresa, si stia bene.
Una sera si piglia un tram e si va a casa di amici e si chiacchiera e ci si fa le feste e si magna e si beve daddio e poi è naturale che si rida e che il tempo non pesi addosso come il macigno che è e fa.
Ed è naturale che il vino renda più allegri e giocosi e si abbia piacere di stare colla gente e si rida e si scherzi come quasi si era dimenticati di poter fare.
E poi ci son gli abbracci attesi e quelli regalati, quelli improvvisati da vicino e quelli chiamati da lontano. Un sacco di abbracci, tanti, tutti belli.

Era anche il compleanno di Tony e Soglia. Ma io volevo dire soprattutto che per me è stata una serata in cui star bene, cosa che ultimamente non è proprio facile, e volevo ringraziarvi, tutti quanti.


*il titolo di questo post è una citazione volontaria di un certo signore che mi ha invitata a teatro, la sera dopo questa qui raccontata, e che ha contribuito alla piacevolezza di questo weekend. Anche a lui, grazie.

Sono pazzi questi romani

ci sta quello che va in giro col cappotto della marina e quell'altro che a quarant'anni ancora col piercing e col motorino. c'è una fanciulla che ti fa tornare il sole col sorriso, anche se fuori rovescia secchi di tristezza per via della partenza e del fatto che poi sempre tristezza ce n'è, anche se non la guardi, anche se la tieni fuori dalla finestra mentre tu guardi la tivù, mentre corri via su un treno e scappi, mentre fissi l'orizzonte annullando la testa.
roma mi ha dato una risposta, una carezza e un sorriso.
cominciamo a conoscerci un po', non ci guardiamo nemmeno più da fuori, come quelle amiche che stanno insieme a occhi chiusi, e si ascoltano respirare, e si sentono stare vicine.
come le amiche che si vedono piangere, e io roma l'ho vista piangere. l'ho vista piangere le lacrime di novembre e le ho raccolte tutte sulle mie spalle e sul mio cappotto. sulla stola di lana pesante legata sul capo, negli stivali affondati.

roma l'ho vista per un'occasione, come le amiche a cui pensi sempre, ma le chiami solo se ti serve qualcosa.

roma ci torno, perché mi fa bene, e lei lo sa.

poi una volta scrivo pure.

Ciao, qui c'è un post che ha scritto Lara con una canzone che canto io anche se è di Paola Turci. Ciao.

(buone vacanze)

Molti di voi sono già partiti, ma io amo rimandare i momenti di piacere.
E' il mio ultimo giorno di lavoro, sono ancora in studio a rifinire la mia tavola, bevo birra, ascolto musica.
La musica che un'amica speciale mi ha dedicato. E io voglio condividerla con voi. (la trovate qui a lato)
Buone vacanze

Non guardarmi

"Ma sai, bambina: tante volte non è disonestà. E’ solo che non ce la facciamo; ci proviamo, ma. Sappiamo come si passa l’ostacolo, ma non saltiamo abbastanza in alto."



Leggo Non Guardarmi, di SirSquonk

non è una cosa che puoi masticare

(Qui c'è un cielo grigino e delle strade verdi e diritte, sono atterrato e ti ho pensata. Poi ho preso un orrendo caffè all'aeroporto e la smorfia della mia bocca era la tua e il ricordo rideva. L'autobus, le macchine, le persone per la strada e la tua mano che stringe calda la mia - i tuoi occhi ridenti foglie sui capelli.
Bello il tempo con te che te lo vorrei dire urlartelo scrivertelo inciderlo - sui muri i marciapiedi - serigrafarlo sulle tettoie così che col sole, ecco, col sole tutti vedrebbero la proiezione del mio
amore.
Ma poi domani (adesso) questo tempo non si può dire si può scrivere, forse, ma non pensare; non è una cosa che puoi masticare che ti possa entrare nello stomaco e uscire sotto forma di
tic tac.
Io e te siamo stati, ieri. La cosa più bella che io abbia mai avuto. Un pensiero che vorresti afferrare, come le nuvole rapide alte in cielo. E se solo potessi toccare con le mani questo nostro essere io e te, forse capirei forse. Ti direi.
Ma le nuvole corrono e se le tocchi si disfano e disperdono le nuvole, sono solo acqua.
E di tutto quello che vorrei dirti ti dico)
Sono a Vienna.


[questa è una risposta/antefatto al post amorenonesisto di violentafiducia]

(leggerti)





quando abbraccio te (...)





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camminante

come due bicchieri di vino

vicini
ad altri due

un collage
di pezzi di viaggio
appiccicati

come vino e pensieri
rovesciati

sorrisi aperti
e bottiglie asciutte

i piedi saranno pronti?
il viaggio è lungo.





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