Visualizzazione post con etichetta notturni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta notturni. Mostra tutti i post

Di tristezze ripassate in padella.

Questi qua son giorni che mi perdo i treni. Ma tutti, eh. Proprio tutti i treni. Esco per prender quello delle otto, e arrivo alle ottoedueminuti. Devo prendere il seiequarantacinque? Sarò certamente lì alle seiecinquanta. E poi aspetto, e penso. E penso, e aspetto. Questi qua son giorni che penso e aspetto e poi un po' m'intristisco. Che poi non lo so bene se è questa cosa della fine dell'estate, del lavoro e le altre mille cose, non lo so che cos'è, se l'inverno dritto davanti o che. Però c'è questo, che questi son giorni che m'intristisco. E quando mi intristisco poi penso alle cose belle, che non ho, a tutte le cose bellissime che potrei avere e invece non ho, e siccome nel frattempo sono diventata triste, allora penso che le cose che potevo avere e che non ho dipendano da me. E allora divento malinconica. Questi son giorni malinconici in cui penso a tutte le persone a cui voglio bene che ho perso. E proprio oggi qualcuno lo diceva, sull'internet, non mi ricordo, forse con le parole di Borges o anche di un altro meno famoso qualcuno oggi diceva una cosa che era suppergiù che ogni persona lascia qualcosa, quando se ne va, però nessuno può portarsi via tutto. Ecco, potrà anche essere, che nessuno si porta via tutto, ci mancherebbe, che disgrazia sarebbe? Non ci voglio pensare, però anche quel poco, dico, quel poco di bello che quella persona ti aveva scaturito, quelle sensazioni dentro e poi a fior di pelle, quelle cose di te che hai scoperto, quella sensazione bella nella testa e poi fuori, dico, non si poteva tenere? Io ci provo, ogni tanto mi ripasso i ricordi.
Però boh, mi sa di no.



P.S. La foto è del Cortile dela Fondazione Serralves, a Porto, e l'ho fatta io. Il Progetto dello spazio è di Alvaro Siza Vieira. 

Ferite

"ogni notte mentre dormi
tu non lo sai
prendo una lanterna
e tiro via il lenzuolo
e ti segno con la x ciascuna tua ferita
e le controllo mentre dormi
per vedere se per caso le hai rimarginate"



Leggo Decubito

nuotando in acque ben più alte (di quelle della piscina in cui avevo promesso di andare)

ochei, sì, mi sono fatta attendere un bel po'
ma stasera
siccome che sono ancora viva
e poteva non essere così banale
che lo fossi
ecco credo
che sia il caso di festeggiare,
di farvi sapere che sono viva
viva e anche leggera,
leggera per via di queste Teste di Radio che sembrano fermarmi il sangue nelle vene
polverizzarlo
...zum!

e mi viene in mente questa mia amica,
G.
che oggi ha offerto la cosa più bella del mondo
a una persona
ha preso se stessa e si è come messa in palmo di mano
come una petalo di rosa da soffiare via
così
lei ha messo
tutto quello che è
e poi: puf.
lei si è offerta, tutta quanta
tutta così lieve
e poi: fiù.

ma non è stato lieve, non come un petalo che cade, no
lei è caduta proprio di piombo a terra
lei
e con lei io
io
io e lei
col sedere giù: pam.

perchè così capita alle volte
che si riesca a sentire
perfettamente le stesse cose
dentro, giù.
che io questa cosa qua del cadere
già ce l'avevo tra le mani da un po'
però mi figuravo che fosse una sensazione fallace
le paure che ti offuscano la strada
i pensieri ripetuti troppo forte che poi
ci credi e loro si avverano;
e invece proprio no.
le cose brutte succedono e basta.

e tu puoi essere anche l'ottimista più ottimista del mondo
vivere nel migliore dei mondi possibili
la migliore vita possibile
nel miglior modo possibile
che, guarda, non cambia proprio niente.

puoi provare a metterti in faccia un sorriso da pagliaccio
se vuoi
anche se carnevale è passato
-i sorrisi da pagliaccio fanno un po' paura, lo so
soprattutto a quelli che come me sono cresciuti con l'incubo di IT-
ma quella cosa struggente della canzone di Vinicio
che i pagliacci non ridono mai per se stessi
ecco
forse ogni tanto
ci si può provare
a fare come quei poveri pagliacci
a ridere per gli altri
a mettersi su un sorriso enorme
anche se non ci si crede
così per provare
sorridere
e vedere che forse
magari serve.

Bookmark and Share

Una serata estiva.



Ieri, nel bosco attorno ad una Villa.
Addentrarsi tra voci che sono recitazioni registrate, video proiettano immagini e poesie.
Infilarsi,
 lasciarsi chiamare dalla musica, guardare in faccia la Villa e trovarci un palco: due strumenti atipici riproducono suoni incantevoli.
Poi raggiungere la b-side e trovarci un quartetto jazz-fusion e ballerine sospese da una una palla bianca.

Intorno alcune facce raccontano tradizioni popolari dagli schermi sospesi tra gli alberi, presenze fondanti nella messa in scena.
Perdere le tracce della luce e dei rumori e inoltrarsi nel groviglio della vegetazione, lasciarsi spaventare dalla luce che risale il profilo di un albero secolare, voltare lo sguardo e rimanere sopraffatti dalla visione fiabesca di una ballerina in tulle bianco.

E' stato come vivere in una fiaba..


Albiate
: Villa Campello

Rassegna: Notturni
Sabato 19 luglio, Ultima Serata: Balcani Elettrici



NOTTURNI luci, suoni e emozioni nelle Ville e nei Parchi della Brianza BALCANI ELETTRICI sabato 19 luglio dalle 21.30 alle 24.00
Albiate, Villa Campello via Dante 15 - ingresso libero -

Un violoncello solo risuona pezzi di Est, di un Est a pezzi. Sotto la luce della tromba, i Balcani diventano elettrici e mentre un dj set fa esplodere un mix di etnico e elettronico, la poesia inebria le danzatrici al calar della luna. Le immagini di Sarajevo, del ponte di Mostar, delle cime innevate di Bjelasnica e del rafting sulla Neretva che scorre verso il mare illuminano la Villa e confondono Brianza e Balcani, le notizie ci raccontano delle Olimpiadi del 1984 e le pagine del Corriere, una dopo l'altra, ci restituiscono la storia di un secolo in un fazzoletto, la televisione sforna telegiornali incomprensibili, Tito appare e scompare come un fantasma, un cortometraggio ci invita a condividere tutto quello che abbiamo… In caso di maltempo la manifestazione avrà luogo all'interno della Villa

- MUSICA -
GIOVANNI FALZONE ELECTRIC QUARTET
Giovanni Falzone, tromba; Valerio Scrignoli, chitarra elettrica; Riccardo Tosi, batteria; Michele Tacchi, basso.
Suoni e colori della Sevdah Bosniaca riletti in chiave elettrica. PEZZI DI EST
Giorgio Casati, violoncello e elettronica
Rielaborazione di temi e ritmi della tradizione popolare dell'est Europa e del vicino Oriente
...E IL FEZ ROTOLO' SUL PRATO
Roberto Zanisi cumbus, bouzuki e percussioni; Albeto Ferrari, clarinetti, zurna e ciaramella
Rotola il fez come la musica di questo originalissimo duo che scivola leggera tra la musica tradizionale dell'adriatico e quella del mediterraneo, nel dolce suono arcaico della zurna e del cümbüs dove le montagne di Sarajevo si perdono e confondono con le pianure smisurate d'Oriente.


- DANZA -
ARRIVANO LE SPOSE
ArtedanzaE20 in collaborazione con AccademiaDanzaMilano
danzano: Elena Pellegatta, Martina Belloni, Giulia Santini, Valentina Garbi (Annamaria Onetti coordinamento)
"Arrivano le Spose" è stato il primo lavoro di Emir Kusturica nel 1978. A partire dalle suggestioni di questo film per la tv jugoslava, una serie di spose stralunate si aggirano nel parco della Villa, alla ricerca di un mondo ideale, senza prevaricazione e violenza... GOLCONDA
compagnia Schuko: danzano Marta Melucci e Francesca Telli.
Da una città esotica, remota, dal suono tondo e denso oltre i confini di est e ovest, due danzatrici si librano in aria e piovono dal cielo, al di sopra della fretta, degli alberi e delle persone lanciando uno sguardo onirico sul tema della relazione e dei confini.

- TEATRO -
RADIOPLAY inizio spettacoli ore 21.50 e ore 23.10
con: Alessandra Comi, Giulia Detomati, Matteo Salimbeni, Irene Zani, Diego Zanoni e la voce di Luciano Mastellari
regia: Paolo Bignamini e Roberta Mandelli; con la collaborazione di Luciano Mastellari assistenti alla regia: F. Brancaccio, A. Puggioni, V. Borsari
Uno speaker radiofonico vive grazie a uno scambio osmotico tra l'elettricità presente nel suo corpo e una macchina che registra i suoi ricordi. All'interno del suo studio c'è una donna. Dalla finestra di fronte, un altro uomo ascolta la loro storia. Siamo sintonizzati su "RadioPlay"... Una riflessione sul tema dell'identità e dell'intrusione.


POSTAZIONI VIDEO a ciclo continuo
Cortometraggi con sottotitoli in Italiano
Notturni Lifegate con la voce di Debora Mancini e il video di Francesco Frongia. I cortometraggi, Enjoy Life, Enjoy Bosnia di Adermir Kenovic; Videovocabolario: dialetto, questo sconosciuto!
Tito, un fantasma nella Villa, Spine e rose della storia del centro Europa nelle pagine del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport e della Domenica del Corriere
prossimo appuntamento: ci vediamo l'anno prossimo o meglio a LAMPI
se avete voglia di seguirci ...

Ideazione Saul Beretta - produzione Musicamorfosi