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schegge di maccheroni in una perugia contrabbassa

sabato son stata a perugia.
c'ero già stata, sì.
c'era un'altra cosa come quella a cui ero stata, una ASD.
e io mica potevo mancarci, e quindi ci sono andata.
ma oltre a questa cosa di amici e goliardia, c'era anche un'altra cosa.
di amici, sempre, ma più seria.
è una cosa che fanno degli amici seri e poi si porta in giro.
una si chiama Schegge di Liberazione, ed è una raccolta di racconti sulla Resistenza che io lo sapevo che esisteva, ma leggerla non l'avevo mica letta, e poi col sottofondo del contrabbasso e dell'ukulele, figuriamoci.
con l'altra cosa c'entra la signora elena, che è brava e buona e scrive. e ha scritto una cosa che si chiama la centoventotto rossa.
e insomma io sono andata in questo posto che c'era il vino, il cibo, e dei cubi per terra.
e poi ogni tanto prendevo il microfono e leggevo le cose che mi avevan detto di leggere, anche se il volume era basso e poi m'han detto tutti che non si sentiva.
però le cose è stato bello, leggerle.
ho letto una scheggia del Sir, che si chiama La banalità del bene (do the right thing) e poi un pezzo della centoventotto che parla di questo qui che osserva una tipa e descrive la gonna e la camicetta e che poi la vuole baciare e la bacia e altre cose che non vi dico se no non ve lo comprate.
perché si compra, si compra nei posti e qui.
le schegge invece sono gratis, e sono qui.

ciao.

Esperimenti di Cultura.

L'altro prodotto di questi giorni di attività intellettuale folta e incessante è nato qualche giorno fa (tipo IERI) all'interno di una MIRABILE iniziativa del'internet in quanto Friendfeed.
Tale iniziativa culturale prende il nome di "La Grande cultura Su FF" ed ha avuto molteplici adesioni di altissimo spessori, tra le quali mi sento di citare l'altissimo Ubikindred nella lettura dell'etichetta del Vim Crema e la dolcissima Stella Pavoni con la Lettiera per Gatti Radames.
Di fronte a cotanto genyo io ho reputato confrontabile in quanto a NON-SENSE soltanto un testo, di ermeticità e insignificanza completa uniche e irripetibili: l'ultimo post di Kerosenectute, nella persona id Woland, dal titolo Incubo cartesiano in forma di sceneggiatura sciolta etc.etc.

questa è la mia lettura:

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Si ringraziano i Venetian Snares per il fondo meravigliosamente calzante.

Orticaria

Sono oggi qui per gloriarmi di un paio di cose.
E siccome l'occasione è gaja, ci faccio INDIRITTURA due differenti post.




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Uno è qui, il primo, in cui io accompagno la divina KoAn nella performance interpretativa di un suo carme illuminato, prodotto in compresenza della signorina ipathia, alla quale vogliamo parzialmente rendere merito.
Il nome del poema è identificato in: Albero Morto su Sfondo di Pesce e il commento ufficiale si colloca nel tumblero della suddetta KoAn.







*aggiunta: or ora scopro che la poesia era stata composta in occasione dello scatto di fotografie d'arte bellissima e suprema. allego qui le foto per dovere di cronaca e di cultura.





keep on readin'

E giustamente, torna settembre, si torna al lavoro, sono anche ricominciate le scuole, le candidature del PD, non poteva mancare la mia lettura di rientro.

Se la musica copre la voce potete prendervela con LUI, però se la poesia vi piace è sempre merito suo.
Quindi fatevi due conti.

La voce è la mia, as usual.

Enjoy :)


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Leggevamo quattro libri al bar

Mi prendo un attimo per segnalarvi un evento a Milano.
L'Enoteca Vino Vino di Piazza Sant'Alessandro 3 partecipa all'iniziativa promossa da vivereconlentezza.it e organizza per venerdì 24 Settembre una serata di lettura all'interno del loro spazio.
L'invito è rivolto a tutti gli interessati che vogliano leggere brani propri o tratti da libri, testi.
Il tema è libero, ci saranno testi su Milano, altri probabilmente sul tema del vino.
Per chi arrivasse sprovvisto e avesse voglia di leggere, la proprietaria sta procurando testi da proporre.

L'orario è dalle 18 alle 20:30.
E' richiesta una conferma entro sabato 18 all'indirizzo vinovino@tiscali.it


Io ci sarò, anche se ancora non ho scelto che cosa leggere. Magari il mio racconto di MOPM, oppure qualcosa che parli del vino, tra i libri che ho letto.
Accetto volentieri suggerimenti e invito tutti coloro che fossero disponibili a partecipare :)

[hai voglia a dirmi, No, Non importa mica, perché ormai mi sento in colpa]

"Io son uno che spesso perde la pazienza. Non con uno in particolare, perdo la pazienza. La perdo e basta, e allora, quando ho perso la pazienza, son uno che non parla. Non con uno in particolare, non parlo e basta."




Leggo: Cratete, Non so Leggere le Ore

Back to Basics

"Poi a volte capita che, girando l’angolo, quella strada così bella e sicura diventi all’improvviso un vicolo cieco.
Non te lo aspetti e bam. Ci sbatti contro. E il male che fa.
Cadi per terra incredulo.
Non è possibile. Non è vero.
Inizi a dare pugni fino a farti sanguinare le mani. Piangi.

Poi ci appoggi la schiena, in silenzio, e aspetti.
Inizi a pensare, a cercare un modo per tornare indietro, per ricordarti dov’era quel bivio.
Come ci sei finito qui?

Ecco. Io cercando qualcosa che mi aiutasse a ritrovarmi, un incrocio da cui ripartire, ho capito che nella mia vita di punto fermo ce n’è sempre stato uno: la musica."



Leggo lapaolina

cose che non potrai conoscere

"Che sono una cosa fragile dimenticata sul balcone. Dicevi che non sopporto il vento, che mi spezzo perché ho paura, che tremo continuamente per il freddo, che non mi basta il calore interrotto dei tuoi polpastrelli."



Leggo violentafiducia

Ferite

"ogni notte mentre dormi
tu non lo sai
prendo una lanterna
e tiro via il lenzuolo
e ti segno con la x ciascuna tua ferita
e le controllo mentre dormi
per vedere se per caso le hai rimarginate"



Leggo Decubito

Non guardarmi

"Ma sai, bambina: tante volte non è disonestà. E’ solo che non ce la facciamo; ci proviamo, ma. Sappiamo come si passa l’ostacolo, ma non saltiamo abbastanza in alto."



Leggo Non Guardarmi, di SirSquonk

viviamo tempi disadorni

"e invece sappiamo bene
che aprile, spontaneamente, non sarebbe tornato mai

esattamente come

i citofoni, le persone che perderemo
e le calcolatrici scientifiche."


Io leggo Poesie da Decubito

La più brutta dell'universo




Io leggo Poesie da Decubito

latuapelle

"Te che lo sai che seppur cieca la tua pelle la riconoscerei tra tutte, solo con uno sfioro del dito, E io sono solo olfatto e tatto.
Te che mi guardi nuda e mi togli gli occhiali, che mi vuoi miope e scapigliata e mi spingi sul letto. E io sono solo un rumore sordo, che parte dal mio fondo."




Leggo LestoriediMitia : Te

(a casa mia si sente il treno che passa)

"Però riesci a farmi sembrare perfetta, nella bocca, e negli occhiali, nel corpo che lascia spazio ai margini, vai a capo, vai a capo che riesci a ritrovarmi."





Insetti sinestetici per le mie gambe di violentafiducia



[di violentafiducia ho letto anche questo]

          

amoriella

"Ti chiamavo amore come a Gianni lo chiamavo Gianni. Ma Gianni è rimasto Gianni e io, per coerenza, continuo a chiamarlo Gianni. Che magari arriverà un giorno che Gianni cambierà nome, o che magari io proverò sensazioni forti e incomprimibili per lui, così intense da considerarle amore, e allora a Gianni lo chiamerò amore. Però guarda, onestamente, questa seconda ipotesi io la vedo poco probabile. (...) "



Leggo Le Stagioni dell'Amore, di Clockwise
per il CollettivoVoci


[credits a clock per il titolo]

(eternami)




Da un’idea di Hook
nata qui
testo di Patrizia Valduga)

silenziosamente

Ci sono cose che si rompono e non se ne accorge nessuno.
Cose che si spezzano dentro, che fanno male, profondamente male, eppure non se ne accorge nessuno.
Come se la superficie delle cose rimanesse immutata.
Come se il processo fosse così lento da non accorgersene, quasi.



Leggo Nemo, Le Cose che accadono senza Far Rumore

(leggerti)





quando abbraccio te (...)





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toru e midori.

"Ma un giorno pensai: io riuscirò a trovare qualcuno che mi ami al cento per cento ogni giorno della vita. L'ho deciso quando ero al quinto o sesto anno delle elementari."
"Incredibile, e ci sei riuscita?"
"Beh, non è facile. Forse per via del fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile."
"Un amore perfetto?"
"No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà. Mettiamo che io ti dicessi: 'Ho voglia di mangiare torta di fragole' e che tu lasciassi perdere tutto il resto per correre a comprarla. Tu ritorni col fiatone e dici: 'Ecco,Midori, la tua torta di fragole' e io rispondo: 'Ah, ma adesso non mi va più', e la butto dalla finestra. Ecco, è questo quello che cerco."
"A me sembra che questo non c'entri niente con l'amore.", dissi io esterefatto.
"C'entra e come. E' solo che tu non lo sai. A volte per una donna queste cose sono molto importanti."
"Cosa? Scagliare torte di fragole fuori dalla finestra?"
"Anche. In un caso del genere vorrei che lui mi dicesse: 'Ho capito, Midori. Avrei dovuto immaginare da solo che ti sarebbe passata la voglia di torta di fragole. Sono uno stupido, senza spina dorsale, una merda di cavallo. Per farmi perdonare andrò subito a comprare qualche altra cosa. Cosa vorresti? Una mousse al cioccolato, una cheesecake?' "
"E allora?"
"Lo amerei quanto merita per quello che ha fatto per me."
"Mi sembra un ragionamento piuttosto folle."
"Però per me l'amore è questo. Anche se nessuno mi capisce." - disse Midori scrollando leggermente la testa sulla mia spalla - "Per un certo tipo di persona l'amore comincia anche da cose terribilmente piccole o addirittura triviali, o non comincia affatto".




colonna sonora:
Night Time, The xx



"Ehi..Ehi..mi senti? Dì qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto. 
"Che cosa?".
"Quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio". 
"Sei molto carina". 
"Midori", suggerì lei, "mettici anche il nome".
"Sei molto carina, Midori", corressi. 
"Molto quanto?". 
"Tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari". 
Lei sollevò la testa e mi guardò. 
"Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?", disse. 
"Solo tu mi capisci davvero", dissi ridendo.
"Dimmi qualcosa di ancora più carino".
"Mi piaci tanto, Midori".
"Tanto quanto?".
"Tanto quanto un orso in primavera".
"Un orso in primavera?", chiese lei sollevando di nuovo la testa, "come sarebbe un orso in primavera?".
"Un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: 'senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?'. Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?".
"Carinissimo".
"Ecco, tu mi piaci tanto così".





Norwegian Wood (Tokyo Blues), Haruki Murakami