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with eyes wide open

Tu forse ci pensi ogni tanto, forse vorresti, forse ti dici Be', sarebbe bello.
Io invece no.
Io mi sveglio e ho voglia di te.
Mi sveglio e penso a quanto cazzo sarebbe bello svegliarsi con te.
Mi sveglio e poi mi rimetto a dormire.
E penso che se ci riprovo magari poi succede che ci sei.
Allora chiudo gli occhi e riprovo:
e niente, non funziona.
E allora apro bene gli occhi e poi ancora di più e mi immagino tutte le cose le parole le facce buffe il caffè i biscotti.
Mi immagino tutto così forte che poi un pochino mi sembra anche vero e allora sono un po' più contenta.


Però pensa: che bello sarebbe svegliarsi insieme al mattino.
Aprire gli occhi, guardarti, e poi richiuderli.
E continuare a vederti.


P.S. Questo post è stato pubblicato da Zu su Lessico da Amare. e io lo ringrazio qui.

Di tristezze ripassate in padella.

Questi qua son giorni che mi perdo i treni. Ma tutti, eh. Proprio tutti i treni. Esco per prender quello delle otto, e arrivo alle ottoedueminuti. Devo prendere il seiequarantacinque? Sarò certamente lì alle seiecinquanta. E poi aspetto, e penso. E penso, e aspetto. Questi qua son giorni che penso e aspetto e poi un po' m'intristisco. Che poi non lo so bene se è questa cosa della fine dell'estate, del lavoro e le altre mille cose, non lo so che cos'è, se l'inverno dritto davanti o che. Però c'è questo, che questi son giorni che m'intristisco. E quando mi intristisco poi penso alle cose belle, che non ho, a tutte le cose bellissime che potrei avere e invece non ho, e siccome nel frattempo sono diventata triste, allora penso che le cose che potevo avere e che non ho dipendano da me. E allora divento malinconica. Questi son giorni malinconici in cui penso a tutte le persone a cui voglio bene che ho perso. E proprio oggi qualcuno lo diceva, sull'internet, non mi ricordo, forse con le parole di Borges o anche di un altro meno famoso qualcuno oggi diceva una cosa che era suppergiù che ogni persona lascia qualcosa, quando se ne va, però nessuno può portarsi via tutto. Ecco, potrà anche essere, che nessuno si porta via tutto, ci mancherebbe, che disgrazia sarebbe? Non ci voglio pensare, però anche quel poco, dico, quel poco di bello che quella persona ti aveva scaturito, quelle sensazioni dentro e poi a fior di pelle, quelle cose di te che hai scoperto, quella sensazione bella nella testa e poi fuori, dico, non si poteva tenere? Io ci provo, ogni tanto mi ripasso i ricordi.
Però boh, mi sa di no.



P.S. La foto è del Cortile dela Fondazione Serralves, a Porto, e l'ho fatta io. Il Progetto dello spazio è di Alvaro Siza Vieira. 

una cosa che ho scoperto oggi

"La papessa non praticava l'astinenza sessuale e rimase incinta di uno dei suoi tanti amanti"

E' un estratto della voce Papessa Giovanna su Wikipedia.
Che sono andata a scovare per via di un twit di Dania.
Che è una blogger candidata ai Blog Awards.

La cerimonia di premiazione sarà alla Blogfest di Riva del Garda, sabato sera.

Ah, io ci sono.

Non guardarmi

"Ma sai, bambina: tante volte non è disonestà. E’ solo che non ce la facciamo; ci proviamo, ma. Sappiamo come si passa l’ostacolo, ma non saltiamo abbastanza in alto."



Leggo Non Guardarmi, di SirSquonk

lend me your hand and we'll conquer them all

how fickle my heart and how woozy my eyes
i struggle to find any truth in your lies
and now my heart stumbles on things i don't know
my weakness i feel i must finally show

lend me your hand and we'll conquer them all
but lend me your heart and i'll just let you fall
lend me your eyes i can change what you see
but your soul you must keep
totally free


Mumford&Sons
Awake My Soul


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toru e midori.

"Ma un giorno pensai: io riuscirò a trovare qualcuno che mi ami al cento per cento ogni giorno della vita. L'ho deciso quando ero al quinto o sesto anno delle elementari."
"Incredibile, e ci sei riuscita?"
"Beh, non è facile. Forse per via del fatto che ho aspettato tanto a lungo, io cerco qualcosa di assolutamente perfetto. Perciò non è facile."
"Un amore perfetto?"
"No, nemmeno io aspiro a tanto. Mi basterebbe poter fare i capricci. Questa perfetta libertà. Mettiamo che io ti dicessi: 'Ho voglia di mangiare torta di fragole' e che tu lasciassi perdere tutto il resto per correre a comprarla. Tu ritorni col fiatone e dici: 'Ecco,Midori, la tua torta di fragole' e io rispondo: 'Ah, ma adesso non mi va più', e la butto dalla finestra. Ecco, è questo quello che cerco."
"A me sembra che questo non c'entri niente con l'amore.", dissi io esterefatto.
"C'entra e come. E' solo che tu non lo sai. A volte per una donna queste cose sono molto importanti."
"Cosa? Scagliare torte di fragole fuori dalla finestra?"
"Anche. In un caso del genere vorrei che lui mi dicesse: 'Ho capito, Midori. Avrei dovuto immaginare da solo che ti sarebbe passata la voglia di torta di fragole. Sono uno stupido, senza spina dorsale, una merda di cavallo. Per farmi perdonare andrò subito a comprare qualche altra cosa. Cosa vorresti? Una mousse al cioccolato, una cheesecake?' "
"E allora?"
"Lo amerei quanto merita per quello che ha fatto per me."
"Mi sembra un ragionamento piuttosto folle."
"Però per me l'amore è questo. Anche se nessuno mi capisce." - disse Midori scrollando leggermente la testa sulla mia spalla - "Per un certo tipo di persona l'amore comincia anche da cose terribilmente piccole o addirittura triviali, o non comincia affatto".




colonna sonora:
Night Time, The xx



"Ehi..Ehi..mi senti? Dì qualcosa" disse Midori, la testa ancora sepolta nel mio petto. 
"Che cosa?".
"Quello che vuoi, purchè sia qualcosa che mi faccia sentire meglio". 
"Sei molto carina". 
"Midori", suggerì lei, "mettici anche il nome".
"Sei molto carina, Midori", corressi. 
"Molto quanto?". 
"Tanto da far crollare le montagne e prosciugare i mari". 
Lei sollevò la testa e mi guardò. 
"Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche?", disse. 
"Solo tu mi capisci davvero", dissi ridendo.
"Dimmi qualcosa di ancora più carino".
"Mi piaci tanto, Midori".
"Tanto quanto?".
"Tanto quanto un orso in primavera".
"Un orso in primavera?", chiese lei sollevando di nuovo la testa, "come sarebbe un orso in primavera?".
"Un orso in primavera.. allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando ad un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici, che ti fa: 'senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?'. Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?".
"Carinissimo".
"Ecco, tu mi piaci tanto così".





Norwegian Wood (Tokyo Blues), Haruki Murakami