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Sono pazzi questi romani

ci sta quello che va in giro col cappotto della marina e quell'altro che a quarant'anni ancora col piercing e col motorino. c'è una fanciulla che ti fa tornare il sole col sorriso, anche se fuori rovescia secchi di tristezza per via della partenza e del fatto che poi sempre tristezza ce n'è, anche se non la guardi, anche se la tieni fuori dalla finestra mentre tu guardi la tivù, mentre corri via su un treno e scappi, mentre fissi l'orizzonte annullando la testa.
roma mi ha dato una risposta, una carezza e un sorriso.
cominciamo a conoscerci un po', non ci guardiamo nemmeno più da fuori, come quelle amiche che stanno insieme a occhi chiusi, e si ascoltano respirare, e si sentono stare vicine.
come le amiche che si vedono piangere, e io roma l'ho vista piangere. l'ho vista piangere le lacrime di novembre e le ho raccolte tutte sulle mie spalle e sul mio cappotto. sulla stola di lana pesante legata sul capo, negli stivali affondati.

roma l'ho vista per un'occasione, come le amiche a cui pensi sempre, ma le chiami solo se ti serve qualcosa.

roma ci torno, perché mi fa bene, e lei lo sa.

schegge di maccheroni in una perugia contrabbassa

sabato son stata a perugia.
c'ero già stata, sì.
c'era un'altra cosa come quella a cui ero stata, una ASD.
e io mica potevo mancarci, e quindi ci sono andata.
ma oltre a questa cosa di amici e goliardia, c'era anche un'altra cosa.
di amici, sempre, ma più seria.
è una cosa che fanno degli amici seri e poi si porta in giro.
una si chiama Schegge di Liberazione, ed è una raccolta di racconti sulla Resistenza che io lo sapevo che esisteva, ma leggerla non l'avevo mica letta, e poi col sottofondo del contrabbasso e dell'ukulele, figuriamoci.
con l'altra cosa c'entra la signora elena, che è brava e buona e scrive. e ha scritto una cosa che si chiama la centoventotto rossa.
e insomma io sono andata in questo posto che c'era il vino, il cibo, e dei cubi per terra.
e poi ogni tanto prendevo il microfono e leggevo le cose che mi avevan detto di leggere, anche se il volume era basso e poi m'han detto tutti che non si sentiva.
però le cose è stato bello, leggerle.
ho letto una scheggia del Sir, che si chiama La banalità del bene (do the right thing) e poi un pezzo della centoventotto che parla di questo qui che osserva una tipa e descrive la gonna e la camicetta e che poi la vuole baciare e la bacia e altre cose che non vi dico se no non ve lo comprate.
perché si compra, si compra nei posti e qui.
le schegge invece sono gratis, e sono qui.

ciao.