nightlife
Tuvia, questo il nome.
tradotto: Il Porco.
no, scherzo, nulla è comparabile con Oreste Poverello e Danilo Rastapalestrato ;)
però figo.
Con una media di scura irlandese, in omaggio uno shot di whiskey.
Varco la soglia con Jim Morrison, scrivo l'alfabeto in ebraico insieme a Noam (conosciuto ieri su Couchsurfing) e mi mettono su Hurricane: l'unica canzone di cui conosco tutte e diciotto le strofe (insieme a Desolation Row). poi, dopo la birra, mentre mi sorseggiavo il mio whiskey e già ero un po' felice, la chicca: Creep dei Radiohead.
Così, come fosse l'ultima hit dei Blue.
Sì, sono tornata a casa proprio contenta..
[tra l'altro è il locale di Gerusalemme più fornito di whiskey, ed è dietro casa miaaaaaaa]
My sofa.
amici.....vi presento la mia nuova poltrona: lo so, era meglio un ammasso di roba in più, però questa è quasi civile...certo, ci dovrò passare sopra diverse volte la spugna..ma mi sembra un passo in avanti: ho spostato in terrazzo quella che c'era, una specie di sedia da spiaggia, inutile.
di questo passo, magari riesco a scambiare un armadio per la stufa che campeggia inutilmente accanto alla porta...babè, vedremo.
intanto sto tessendo relazioni burocratiche con l'organizzazione IAESTE, in modo da verificare che le mie condizioni siano adeguate.
peccato però che alla mia richiesta di poter consultare una biblioteca, la risposta sia stata efficientissima: questo è il numero di telefono della biblioteca, questo gli orari, Sigalit ti attende, costo della tessera: 350 sheqel!
amici sono SESSANTA EURI!
ma siamo fuori?
me li compro, i libri che mi servono...:S
chicca della giornata: mi hanno dato l'ennesimo lavoro fighissimo da fare (cacchio proprio bello sto studio! - va beh, a parte ieri, ma ieri il problema ero io: era domenica, e lavorare non ce la facevo proprio..). Dicevo, mi hanno dato da disegnare alcuni dettagli di arredo urbano in un parco (Valley Park)che si posiziona, in qualità di opera pubblica, lungo il tracciato del nuovo tram che arriverà tra un paio d'anni (ragazzi sono parte di un progetto che passerà alla storiaaaaaaaaaaa - okay, la smetto) beh insomma vado a fare questo sopralluogo, torno, mi guardo, e sono abbronzata. no, non rossiccia, arrossata: no, sono proprio nera. questo sole tropicale comincia a piacermi...
baci dalla poltrona.
la prima.
Isra-El, la terra che dona la vita, dono di Dio
Cosa c'avranno poi sti giardini?
casa (?)
oggi cosa mangio?
ecco il cibo (come ben previsto) e' un problema.
insomma, non ho ancora capito bene cosa mangiare, dove, perche' poi..
di foto ne sto facendo, pero' ancora caricarle su non posso, che ho il lettore SD soltanto sul mio picci' che al momento e' ancora out of charge.
comunque ieri sera e' stato paradossale.
la notizia che il tedesco si dovra' infilare nella mia gia' minuscola stanza, il solito fastidioso ritorno allo sporco (che non e' mai bello dopo una giornata dilavoro cominciata alle 7) e poi l'allucinazione: sento distintamente Just Like a Woman di Bob Dylan.
Penso: viene da fuori: mi sporgo e sento solo macchine. vado verso la terrazza: non si sente nulla. Verso la radio accesa nell'altra stanza: altra musica.
Penso: okay, sono definitivamente fuori di testa, adesso mi sogno pure bob dylan.
e invece no.
dopo aver pulito i vetri (soddisfazione delle soddisfazioni) mi sdraio. penso, leggo un po', cerco di rilassarmi, sono troppo stanca, devo dormire. poi arriva il pianoforte, una voce confusa. poi ancora armonica e voce. chiudo gli occhi, ascolto. poi cessano le macchine oppure io sono troppo concentrata e sento solo musica. di nuovo il piano: jazz. poteva essere mingus o quelle colonne sonore dei baci che usa woody allen nei film. ma, insomma, fantastico.
[comunque la verdura in commercio e': carote, pomodori, cipolla, cetrioli - tanti cetrioli.
e io nn so come fare una frittata, come fare un panino senza prosciutto.
sono problemi.]
decisamente meglio
la seconda notte.
amici: ho dormito.
no, in realta' e' molto meglio di cosi'. ieri mi sono addormentata con un concerto jazz dalla mia finestra. si', figo.
peccato sempre per il pavimento sporco, i vetri che ho cercato di pulire (ieri sera dopo cena), lo spazio ridotto e in via di riduzione (il tedesco pare condividera' i miei stessi dieci metri quadri).
si', l'appartamento inizialmente era stato decisamente deludente, pero' ieri ho avuto modo di acquisire le giuste misure. il costo della vita a gerusalemme non dista molto da milano. e duecento dollari per un appartmanto in centro in effetti erano decisamente pochini.
niente cucina, e' stata la scoperta di ieri (non mi ero mica accorta che mancassero i fornelli). quindi ora sono libera di usare quella della padrona di casa senza sentirmi in colpa. o di scroccare cibo (come ho fatto le ultime due sere) senza vergogna, anzi, facendole un piacere, pare. mette sempre da parte qualcosa per me.
comunque il primo giorno di lavoro e' stato fighissimo, se si toglie il fatto che ero in piedi, elettrica, dalle sette, e che non avevo dormito quasi nulla, a causa del casino, delle lenzuola (che ieri ho cambiato, toh), della porta che sbatteva per il vento.
si', il clima non e' male. il caldo poi non lo avverto neppure, con i sedici gradi che la costante aria condizionata mantiene in ufficio. (dopo pranzo e' decisamente fastidiosa, tra l'altro)
e, notizia delle notizie, il mio "supervisor" ( o come diavolo si voglia chiamarlo) ha studiato al Politecnico. a Milano. giuro.
parla perfettamente italiano.
e la prima cosa che ho fatto appena arrivata ieri (dopo aver cazzeggiato su internet, finalmente) e' stata - signori e signori- visitare il sito di progetto con commenti il lingua.
un enorme complesso che riorganizza via Mamila, una via che storicamente portava al Cancello di Jaffa, uno degli ingressi alla Citta' Vecchia. Si', sto davvero facendo un progetto figo.
insomma si tratta di una serie di residenze (impostate da safdie, a capo del progetto) che sta sviluppando lo studio sotto di noi, poi uffici e un hotel. il mio hotel.
stanno completando la facciata nord, l'ingresso. noi ( io e come diavolo si chiama lui - no, i nomi non ce la posso proprio fare) stiamo facendo le piante dei soffitti di quinto - lui - e sesto - io- piano, che in realta' sono il seminterrato e l'interrato (non chiedete il perche').
insomma che dopo la visita al cantiere mi sono messa a progettare.
okay, cazzate, dovevo decidere come piazzare i pannelli di illuminazione e quelli di controsoffittatura (metallica). pero' e' la prima volta che faccio cose. e il primo giorno. wow.
okay, dopo la prima giornata (la capa si chiama Iret - yeeeeee mi ricordo un nome yeeeee-sembrava contenta del mio lavoro) ho quasi preso coscienza dei luoghi limitrofi. ho scoperto dove comprare l'adattatore per la presa del pc e ho constatato che non esistono mappe di gerusalemme.
piccolo problema: oggi e' l'ultimo giorno. domani weekend.
e io cosa faccio?????
babe'. non disperiamo. c'e' un bar sotto casa che potrebbe fare giusto al caso mio..
baci a tutti.
Arrivare a Jerusalem
cinque taxi collettivi di fila vedo partire.
nessuno di questi sembra andare in centro.
e quando uno accetta di farmi salire, lo fa per pura pieta', perche' ormai sono sull'orlo del pianto: sono in giro da quindici ore pulite, non ce la faccio piu'.
mi fa salire, facciamo il tour di tutta gerusalemme.
intanto sale l'ansia: devo avvisare mirko, non ho piu' soldi sul telefono. devo avvisare mirko, non ho soldi sul telefono, devo avvisare mirko, non ho telefono.
una gallese fa conversazione. l'olandese pare piu' interessato da lei; peccato, conosce benissimo gerusalemme, ci studia all'universita'.
Zurich - giorno zero
Sveglia all'alba, un chilo e mezzo di pasta in valigia, poi il buio, la malpensa illuminata.
Saluti e la partenza.
Sonno interrotto dal ciondolare della testa, il sole bruciante in quota dritto sulla mia guancia sinistra. Poi Zurigo, verde e le colline. Proprio un posto in cui tornare.
L'imbarco, ebrei ortodossi dappertutto: barbe, cappelli, bambini vestiti tutti uguali, tantissimi. Ragazzi di qualche anno piü giovani di me con pargoli di varie etä. strani, questi ebrei.
lascio passare una famiglia, poi due, poi comincia l'invasione: spuntano bambini da tutte le parti. adesso basta.
e invece no, americani, uomini coi due riccioli d'ordinanza, le donne con una gonnella blu tipo prima comunione. non le invidio. tanti americani. tanti fastidiosi americani. la coda si allunga, si deforma, sembra non finire mai.
perö, la bella notizia: sono finiti i posti nella economy. viaggerö in business class.
entro e non mi sembra vero. il mio ü il primo posto dall'ingresso. centrale. sul sedile, enorme, c'è un cuscino, davanti cuffie e lettore cd, un televisore nascosto nel bracciolo, giornali di ogni tipo disponibili a richiesta. ho freddo: il signore seduto accanto a me chiede una coperta.
poi perö la brutta notizia: abbiamo un problema al motore. partiremo forse tra un paio d'ore.
le ore diventano di piü: si scende e si riparte all'una, forse.
attendiamo. (nella lounge room riservata alla business class, con internet gratis :D )






