ma che bravi, gli scrittori.

A me c'è una cosa, degli scrittori, che proprio non mi riesce di capire.
Ci pensavo ieri sera rientrando a casa. Ci penso spesso. Ci penso tutte le volte che leggo Violentafiducia.

Non riesco a capire come diavolo facciano a non raccontare sempre e solo se stessi.
Io, ogni volta che scrivo, finisce che parlo di me.
Ma sempre, eh.
Proprio sempre sempre.

E ieri stavo leggendo questo libro, un libro che parla di una donna, una regista. Una regista che si ammazza di lavoro perché la fa stare bene, una che ha passato mille cose che non ve le voglio dire tutte, però ha preso ed è partita per Londra, e poi ha convissuto e poi fatto dei lavori che non le piacevano, e poi sì. E questa regista è di Verona.

E allora io pensavo, ero certa, dicevo. Eh, si vede che l'autrice è di Verona, chissà se fa anche la regista, io mica lo sapevo.
E sono andata su Wikipedia a cercare Daria Bignardi (che è l'autrice del libro) e però non è mica regista. E' una giornalista. E poi non è nemmeno di Verona. E' nata a Ferrara.

E allora forse, mi sa che è brava a raccontare le cose.


Il libro si chiama Un karma pesante.
Io sono a metà.
Poi magari quando l'ho finito vi leggo delle cose.

di matite spuntate e altri oggetti inservibili.

però non si può.
non si può lasciare una cosa nel non finito dai.
anche con tutta l'indolenza del mondo, mica si può.



anche sapendo che non poteva funzionare, anche sapendo che fa male, anche sapendo che è sbagliato e brutto e cattivo.
o almeno, io no.
io mica ci riesco.
è una forma di autolesionismo, ma vedere che poi le cose si risolvono e guariscono da sole da più sollievo che star lì a fantasticare sui mille modi in cui sarebbero potute marcire. o fiorire.


che poi se riuscissi a convincermi che sarebbero marcite, forse. e invece ti aspetti sempre che vada bene. come la primula che quando si è ammalata e morta io mica ci credevo. stavo lì, aspettavo. dicevo: massì, ora passa.
che poi ora che ci penso, l'ho abbandonata su quel balcone. alla fine è colpa mia.

però nei sogni, nell'immaginazione, mica ce la fai a immaginare che lui ti dica: guarda, no.
che siete lì, cogli amici, e lui ti ignora.
nei sogni non va così, mai.

e forse per questo ci vuole la vita.
per educare i sogni.

Alzi la mano chi non vuole andare in Australia

(dico a parte quelli che ci son già stati - che poi io ne conosco un paio e non vedon l'ora di tornarci, e quindi anche loro)

Io ci voglio andare. Un po' per via di quella compagna di università che c'è stata in Erasmus e ci mandava le foto della sua faccia bruciacchiata dal sole coi rasta e l'aria spensierata e ci raccontava delle lezioni di laboratorio nel deserto a progettare un'isola, ma un po' anche per via dei canguri, di quella cosa che sta dall'altra parte del mondo.

Poi c'è questo mio non-fidanzato che è Neozelandese e allora io avevo programmato tutto e mi guardavo continuamente su google earth il viaggio coll'aereo Milano-Wellington e poi mi guardavo Whale Rider e imparavo le facce i modi i luoghi e mi preparavo tutta e poi l'ho sentito settimana scorsa e ora vive a Melbourne.

E quindi voi direte: vabe', ma a noi che ce frega che te vuoi inseguire questo poveraccio pure a Melbourne?
Forse niente. Però quando sono stata invitata a questa Serata di presentazione del Turismo nella città di Melbourne, ho pensato che qualcosa c'entrava.
Boh, io intanto vado e prendo appunti.

Vuoi venire anche tu?
Il posto è questo e sta qui.

A domani, ciao

violenta fiducia

è un po' che penso che dovrei scrivere.
è un po' che cerco le parole, i pensieri.

per ora sto leggendo, forse è un inizio.

intanto voi andate a leggere qua.
lei è tanto brava.
e scrive esattamente le cose che scriverei io, se sapessi scrivere.

un diomaiale riassuntivo credo che metta tutti d'accordo

finalmente in versione definitiva
ecco a voi
l'opera magna
quella che rende inutile ogni altro testo scritto in passato o in futuro
(tadadadà)

Ciao sono padrepìo e i buchi erano in jpg

234 pagine di cose. In pdf.



Tutto quello che ha scritto azael su Friendfeed:
"Dentro ci sono tutte le cose che ho scritto sui socialné, in due anni che ho passato ad aspettare il lunedì.
Si tratta quindi di una specie di diario, aperiodico, confusionario, cazzocanide, così, tipo quello di Kafka, ma con meno riferimenti alla sorella Ottla. O tipo quello di Gesù, ma con meno riferimenti alla sorella di Kafka, Ottla.
"

versione 1.1

poi una volta scrivo pure.

Ciao, qui c'è un post che ha scritto Lara con una canzone che canto io anche se è di Paola Turci. Ciao.

Esperimenti di Cultura.

L'altro prodotto di questi giorni di attività intellettuale folta e incessante è nato qualche giorno fa (tipo IERI) all'interno di una MIRABILE iniziativa del'internet in quanto Friendfeed.
Tale iniziativa culturale prende il nome di "La Grande cultura Su FF" ed ha avuto molteplici adesioni di altissimo spessori, tra le quali mi sento di citare l'altissimo Ubikindred nella lettura dell'etichetta del Vim Crema e la dolcissima Stella Pavoni con la Lettiera per Gatti Radames.
Di fronte a cotanto genyo io ho reputato confrontabile in quanto a NON-SENSE soltanto un testo, di ermeticità e insignificanza completa uniche e irripetibili: l'ultimo post di Kerosenectute, nella persona id Woland, dal titolo Incubo cartesiano in forma di sceneggiatura sciolta etc.etc.

questa è la mia lettura:

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Si ringraziano i Venetian Snares per il fondo meravigliosamente calzante.

Orticaria

Sono oggi qui per gloriarmi di un paio di cose.
E siccome l'occasione è gaja, ci faccio INDIRITTURA due differenti post.




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Uno è qui, il primo, in cui io accompagno la divina KoAn nella performance interpretativa di un suo carme illuminato, prodotto in compresenza della signorina ipathia, alla quale vogliamo parzialmente rendere merito.
Il nome del poema è identificato in: Albero Morto su Sfondo di Pesce e il commento ufficiale si colloca nel tumblero della suddetta KoAn.







*aggiunta: or ora scopro che la poesia era stata composta in occasione dello scatto di fotografie d'arte bellissima e suprema. allego qui le foto per dovere di cronaca e di cultura.